Tradizioni popolari

La Sagra del Caciocavallo di Castel di Lucio: dove la Provola dei Nebrodi prende vita


Nel cuore verde dei Monti Nebrodi, tra pascoli, silenzi e antiche tradizioni contadine, Castel di Lucio celebra ogni anno uno dei suoi eventi più identitari: la Sagra del Caciocavallo, conosciuta in paese come la Sagra du Cascavaddu.
Non è solo una festa gastronomica, ma un vero e proprio racconto collettivo, in cui il sapere antico dei casari si trasforma in esperienza viva, condivisa nelle piazze e nei vicoli del borgo.
Un appuntamento che profuma di latte e montagna
La sagra, che si svolge tradizionalmente nel mese di agosto, richiama visitatori da tutta la Sicilia e non solo. Qui il protagonista assoluto è il formaggio dei Nebrodi, simbolo di un territorio vocato all’allevamento e alla pastorizia.
Accanto al caciocavallo, la scena è tutta per lei: la Provola dei Nebrodi, formaggio a pasta filata che racchiude in sé l’anima delle montagne circostanti.
Dalla stalla alla tina: nasce la provola
Durante la sagra, uno dei momenti più affascinanti è assistere alla lavorazione dal vivo della provola. Tutto ha inizio dal latte vaccino crudo, munto da vacche allevate allo stato semibrado, nutrite con erbe spontanee e foraggi naturali dei pascoli nebroidei.
Un latte ricco, profumato, che porta con sé i sentori della terra.
Il latte viene riscaldato lentamente nelle tradizionali tine di legno e fatto coagulare con caglio naturale. In pochi minuti si trasforma in cagliata, che viene rotta manualmente fino a ottenere piccoli granuli immersi nel siero.
Il tempo dell’attesa e l’arte della pasta filata
La cagliata viene lasciata riposare: è il tempo dell’acidificazione naturale, una fase delicata che solo l’esperienza del casaro sa riconoscere.
Quando la pasta è pronta, arriva il momento più spettacolare: la filatura.
Immersa in acqua molto calda, la massa viene lavorata a mano, tirata e ripiegata più volte, fino a diventare lucida, elastica e compatta. È qui che nasce la provola: un gesto antico, ripetuto da generazioni, che durante la sagra diventa spettacolo e racconto.
Forme, murriti e tradizione
Dalla pasta filata prendono forma le provole, spesso a pera o allungate, ma anche i caratteristici “murriti”: piccole figure di pasta modellate a mano, raffiguranti animali e oggetti simbolici.
Sono vere opere effimere, nate dal gioco sapiente delle mani, che affascinano grandi e bambini.
Salatura, stagionatura e carattere
Le forme vengono poi salate in salamoia e appese a stagionare in ambienti freschi e ventilati. Il tempo farà il resto:
la provola fresca resta dolce e lattiginosa,
quella stagionata sviluppa aromi più intensi, decisi, profondamente legati al territorio.
Durante la sagra è possibile degustarle tutte, spesso accompagnate da pane casereccio, vino locale e altri prodotti tipici dei Nebrodi.
Una festa che racconta un’identità
La Sagra del Caciocavallo di Castel di Lucio non è solo un evento enogastronomico, ma un atto di memoria e orgoglio. Racconta la vita di montagna, il lavoro paziente dei casari, il valore del tempo e della manualità.
È qui che la Provola dei Nebrodi smette di essere solo un formaggio e diventa storia, cultura e appartenenza.
Tra musica popolare, profumi intensi e gesti antichi, Castel di Lucio rinnova ogni anno il suo legame con la terra, offrendo a chi arriva un’esperienza autentica, fatta di gusto e tradizione.

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