TYLCV, in Sicilia un protocollo per il contenimento del virus

In questi giorni in Sicilia si affronta un problema non indifferente per il comparto ortofrutticolo, ossia il contenimento virus Il TYLCV Tomato yellow leaf curl virus noto a tutti con nome “ New Delhi.  L’ Assessorato Regionale all’Agricoltura, ha infatti avviato un protocollo per il contenimento del virus che attualmente si è diffuso nella provincia di Ragusa. Per  questo è stata avviata una campagna divulgativa per informare aziende ed istituzioni locali sulle linee guida da adottare nelle pratiche agronomiche ad ogni nuovo ciclo colturale, prima e dopo il trapianto.

Il Servizio Fitosanitario Regionale, in collaborazione con l’Università di Palermo, ha predisposto un opuscolo tecnico con tutte le informazioni sui sintomi, i fattori di diffusione e le tecniche di prevenzione, già scaricabile dal sito dell’Assessorato Regionale Agricoltura.

“Secondo i dati tecnici si tratta di un’evoluzione genetica di virus già presenti in quest’area come i TYLC, TYLCS o New Delhi che si manifesta con la stessa sintomatologia di accartocciamento fogliare, in grado di compromette lo sviluppo della pianta e di provocarne la morte. Questo nuovo virus riesce però a superare la tolleranza genetica delle piante alle malattie, introdotta nelle più recenti varietà di pomodoro, per permettere la coltura nelle aree infette. Un aspetto che sta creando preoccupazione tra i produttori”.

E’ bene fare chiarezza è  su Blog approfondiamo  meglio questo argomento.

Il TYLCV Tomato yellow leaf curl virus è un virus che  è causa di una malattia  distruttiva del pomodoro. Il primo focolare epidemico sembra avere colpito le  regioni tropicali e subtropicali causando gravi perdite economiche. La propagazione avviene tramite un insetto vettore della famiglia Aleyrodidae e dell’ordine Hemiptera, la mosca bianca Bemisia tabaci , comunemente conosciuta come la mosca bianca Silverleaf o la mosca bianca della patata dolce. Ospite prediletto per il TYLCV è la pianta di pomodoro,ma non è la sola e altre infezioni hanno contaggiato melanzane, patate, tabacco, fagioli e peperoni.  A causa della rapida diffusione di TYLCV negli ultimi decenni, vi è una maggiore attenzione nella ricerca cercando di capire e controllare questo patogeno dannoso. Questo virus è stato rilevato per la prima volta in Israele intorno al 1930, e ora colpisce più di 30 paesi in tutto il mondo dove crescono pomodori. TYLCV è stato trovato in diversi paesi di Africa, Asia, Australia, Centro e Nord America. I due ceppi isolati di TYLCV che sono più comunemente presenti nei paesi colpiti sono Tomato yellow leaf curl virus Sardegna (TYLCSV) e Tomato yellow leaf curl virus-Israele (TYLCV-Isr). La rapidita estensione dell’ epidemia è legata all’ insetto vettore, il Bemisia tabaci  che ha una vasta distribuzione geografica, e può essere trovato in Asia, Africa, Nord, Centro e Sud America e Australia. Dal momento che l’insetto vettore ha una gamma ampia distribuzione, il virus può essere diffuso in nuove aree dove non è stato trovato, ma in cui l’insetto è presente.

Attualmente, i trattamenti più efficaci utilizzati per controllare la diffusione di TYLCV sono insetticidi e varietà di colture resistenti. L’efficacia di insetticidi non è ottimale nelle zone tropicali a causa della resistenza della  mosca bianca contro gli insetticidi; Pertanto, insetticidi devono essere alternati o miscelati per fornire il trattamento più efficace contro la trasmissione del virus. I paesi in via di sviluppo sperimentano le perdite più significative dovute a infezioni TYLCV a causa del clima caldo, così come i costi ingenti di insetticidi utilizzati come la strategia di controllo. Altri metodi per controllare la diffusione di TYLCV includono piantare linee resistenti / tolleranti, la rotazione delle colture, l’allevamento e per la resistenza di TYLCV. Come per molti altri virus vegetali, uno dei metodi più promettenti per controllare TYLCV è la produzione di piante di pomodoro transgeniche resistenti a TYLCV.Il lavoro di questi mesi ha portato all’isolamento del virus e all’individuazione

I salotti del gusto e l’italian style

di Placido Salamone

Il cibo italiano è da tempo sinonimo di qualità, un marchio che il “Bel Paese” si è ritagliato nel tempo attraverso una costante e meticolosa opera di promozione turistica. Un autentica operazione di marketing che ha spinto europei ed extraeuropei a considerare le competenze gastronomiche dell’italiano generalmente di livello superiore rispetto al resto d’Europa.

In effetti sono numerosissime e variegate le produzioni alimentari d’eccellenza ed il fatto di essere uno degli elementi di punta del “ Italian style” dice già tutto. Insomma! Gli italiani sono un popolo sempre in grado di reinventarsi  e ciò è spinto anche e soprattutto dall’ esigenza di contrattaccare in una terra commercialmente sempre più ostile per loro. Per ovviare a questo disaggio da qualche anno per iniziativa di alcuni imprenditori, sono nati in Italia i “salotti del gusto”. L’idea è del tutto nuova e ben diversa rispetto alla semplice e comune degustazione che tutti conosciamo, tanto da avere un largo seguito in Lombardia e Toscana, da sempre in testa in fatto di novità.

I “salotti del gusto” prevedono una area espositiva nella quale le aziende possono presentare, raccontare e condividere con il pubblico, storia, tradizioni e passioni, ma allo stesso tempo è un “laboratorio” nel quale esplorare e sperimentare, con l’ausilio di esperti, prodotti, abbinamenti, tendenze e sapori. L’obiettivo è quello di diffondere la cultura del gusto, formare una rete di contatti e creare sinergie di sviluppo commerciale, per questo i naturali destinatari di questi eventi sono manager, imprenditori, ristoratori, chef, sommelier, buyers, wine&food lovers e opinion leaders.

Salottini ai bordi della sala consentono al pubblico di degustare comodamente ma ciò che più conta è la location. La struttura deve presentarsi di livello medio alto ed in grado di offrire servizi soddisfacenti. Non è un caso che ad oggi a condividere questa idea siano state strutture alberghiere prestigiose come il Gran Hotel Principe di Savoia di Milano o il Grand Hotel Quisisana di Capri solo per citarne alcune.

Questo esperimento è un marchio di fabbrica che rimane ad oggi un esperimento italiano ben riuscito e difficilmente imitabile, ricco di stimoli e destinato a degli sviluppi .Quali sviluppi?

Questo non posso proprio dirvelo!

 

Pennette ai carciofi, pancetta e pomodorini


 

Una video-ricetta , in compagnia dell’ effervescente Letizia Passarello e di Vincenzo Sambataro , titolare della Trattoria “Le Giare” di Tusa,  per presentare Sua Maestà il Carciofo spinoso palermitano  in una  ricetta tradizionale appetitosa e di facile realizzazione.

Il Carciofo Spinoso siciliano e’ coltivato secondo la tradizione contadina nel palermitano tra Cerda, Sciara, e la piana tra Termini Imerese e Buonfornello ed in una seconda area riguardante il territorio di Menfi e non va assolutamente confuso con altri prodotti che trovate sui banchi alimentari che sono extra-europei.
Il segreto delle sue virtù risiede nella cinarina, la sostanza aromatica che gli conferisce il caratteristico sapore amaro e molte delle sue proprietà benefiche e terapeutiche. Contiene lo 0,15 % di grassi, il 3,1 % di proteine, il 5,4 % di fibre, l’1 % di zuccheri, l’85 % di acqua % e l’1,1 % di ceneri.

E’ricco di potassio, contiene calcio, sodio, fosforo, ferro, magnesio, zinco, rame, manganese e selenio. Il carciofo contiene vitamina A, le vitamine B1, B2, B3, B5, B6, B12, vitamina C, vitamina E, K e J ed  inoltre contiene mucillagini e piccole quantità di composti flavonoidi con proprietà antiossidanti: beta-carotene, luteina e zeaxanthina.

Il carciofo è ricco di antiossidanti per la presenza dell’ l’acido clorogenico, una sostanza con proprietà antiossidanti che è in grado di prevenire malattie arteriosclerotiche e cardiovascolari e proteggono contro il cancro. Infatti  queste sostanze, come è risaputo, sono uno dei principali mezzi per di difesa del sistema immunitario nei confronti dei radicali liberi, sostanze dannose per la salute che possono dare origine a malattie pericolose tra cui anche i tumori. Le proprietà antiossidanti dei carciofi provengono anche dai polifenoli (quercetina e rutina), dalla vitamina C, la vitamina A, la vitamina E e dai flavonoidi. È stato dimostrato che i flavonoidi hanno proprietà preventive nei confronti del tumore al seno. L’organo che trae i maggiori benefici dalle proprietà del carciofo è il fegato. La cinarina, un acido presente anche nelle foglie, i cui principi attivi vengono disattivati dalla cottura (per questo motivo è meglio consumare il carciofo crudo), favorisce la diuresi e la secrezione biliare. La cinarina è anche utile al fegato per guarire da patologie come epatite, cirrosi ed ittero. Efficace anche in caso di avvelenamento chimico. C’è poi da aggiunge che il carciofo ha proprietà digestive e diuretiche e, grazie alla presenza di cinarina e inulina, permette di abbassare i livelli di colesterolo.